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Trump ha autorizzato lo smantellamento del Dipartimento dell’Istruzione

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  • Categoria dell'articolo:Sociologia
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Il Presidente statunitense Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo con cui avvia lo smantellamento del Dipartimento dell’Istruzione. In questo modo, Trump sposta la gestione dell’istruzione dal livello federale a quello statale, con l’intenzione di «responsabilizzare genitori e comunità». L’ordine esecutivo, in preparazione da settimane, è in sintonia con quanto annunciato da Trump con il suo programma di governo, oltre che con il piano repubblicano denominato Project 2025. Trump ordinerà quindi al Segretario all’Istruzione, Linda McMahon, di prendere tutte le misure necessarie per preparare la chiusura del Dipartimento dell’Istruzione con il trasferimento della sua autorità agli Stati. L’ordine mira anche a garantire che, nel corso del processo, non vi siano interruzioni nell’erogazione di servizi, programmi e benefici per gli studenti.

Improving Education Outcomes by Empowering Parents, States, and Communities (Migliorare i risultati dell’educazione potenziando genitori, Stati e comunità) è il titolo dell’ordine esecutivo di Trump, che smantella il Dipartimento dell’Istruzione guidato da Linda McMahon. Quest’ultima è ora incaricata di portare avanti questo processo senza che vi sia interruzione dei servizi, dei programmi e dei benefici garantiti agli studenti. Nella sezione 2 dell’ordine esecutivo, denominato Chiusura del Dipartimento dell’Istruzione e restituzione dell’autorità agli Stati, Trump scrive: «Il Segretario dell’Istruzione deve, nella misura massima appropriata e consentita dalla legge, adottare tutte le misure necessarie per facilitare la chiusura del Dipartimento dell’Istruzione e restituire l’autorità sull’istruzione agli Stati e alle comunità locali, garantendo al contempo la fornitura efficace e ininterrotta di servizi, programmi e benefici su cui gli americani fanno affidamento».

«Il luminoso futuro della nostra nazione si basa su famiglie responsabilizzate, comunità impegnate ed eccellenti opportunità educative per ogni bambino», spiega Trump, affermando che «l’esperimento di controllare l’istruzione americana attraverso programmi federali» è fallito. Il Dipartimento dell’Istruzione è stato istituito nel 1979 dal presidente Jimmy Carter e, attualmente, come ricordato da Trump, gestisce un portafoglio di debiti per prestiti agli studenti di oltre 1.600 miliardi di dollari. Il presidente statunitense, nel documento, come ulteriore giustificazione alla sua decisione, mette in evidenza i bassi punteggi che gli studenti statunitensi ottengono oggigiorno, i quali sarebbero «vicino ai minimi storici».

La decisione del Presidente statunitense è assolutamente in linea con quanto da lui proposto durante la campagna elettorale e riflette in maniera chiara il piano repubblicano della Heritage Foundation denominato Project 2025, in cui è previsto un massiccio piano di sburocratizzazione e decentralizzazione rispetto al potere e alla burocrazia di livello federale. Per quanto concerne l’istruzione, sia l’Agenda 47 di Trump che il piano pubblicato dalla Heritage Foundation, la volontà è quella di porre fine alla divulgazione all’interno delle scuole dei valori che si legano all’«ideologia di genere» e alla «teoria critica della razza». Nell’ordine esecutivo, Trump scrive: «Il Segretario dell’Istruzione deve garantire che l’assegnazione di eventuali fondi del Dipartimento federale dell’Istruzione sia soggetta a un rigoroso rispetto della legge federale e della politica amministrativa, compreso il requisito che qualsiasi programma o attività che riceva assistenza federale ponga fine alla discriminazione illegale oscurata sotto l’etichetta “diversità, equità e inclusione” o termini e programmi simili che promuovono l’ideologia di genere».